L’immagine riprodotta come elemento speculare della realtà non può porsi come occasione di incremento della sostanza conoscitiva: è specularità tradotta in rappresentazione.
La rappresentazione figurativa riduce la sostanza conoscitiva fino a sopprimerla.
Una immagine che non significa nulla è solo un dato di fatto, una rappresentazione empirica.

E’ il segno a scarnire l’immagine rendendola riferimento pre-concettuale e pre-linguistico.
Una reale opzione conoscitiva non può che provenire dalla interpretazione del segno da parte del fruitore in base alle assonanze empatiche che il segno suscita,
al di là di quanto esso intenda designare.

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